Archivio mensile giugno 2017

DiDavide Peta

Ahi la cervicale che dolore!!!!

Nella vita tutti abbiamo avuto la spiacevole esperienza di DOLORI CERVICALI con limitazioni nei movimenti del capo.
Le problematiche del rachide cervicale possono avere diverse origini. Proviamo ad elencarne alcune così da avere un quadro più chiaro riguardo queste fastidiose sensazioni.Le problematiche cervicali posso essere causate da:

  • TRAUMI DIRETTI

Tamponamenti, che possono portare a colpi di frusta con rettilineizzazione o inversione della fisiologica curva cervicale
Traumi sportivi
Traumi diretti da caduta

 

  • POSTURA SCORRETTA

Ambiente lavorativo
Postura errata  durante lo studio
Postura errata davanti la tv
Postura errata nell’utilizzo dello smartphone
Letto o cuscini non idonei alla conformazione strutturale del soggetto

  • DISMORFISMO CRANICO

Problematiche craniche alla nascita
Modificazioni del cranio durante la fase di crescita
Incidenti con Traumi cranici

  • PROBLEMATICHE ATM E GNATOOGICHE

Malocclusioni dentali
Dolorabilità articolare atm
Bruxismo (utilizzo del bite)
Otiti, acufeni e problemi dell’orecchio interno

  • DISTURBI VISIVI

compensazione per orizzontalità dello sguardo
Strabismo

DOLORI ARTICOLARI

Problematiche sacro lombari, protrusioni, ernie, lombalgie
Dismetria d’arto
Dorsalgie
Scoliosi, cifosi, iperlordosi

  • PROBLEMATICHE DI SPALLA

periartriti scapolo omerali
dolorabilità è problematiche della cuffia dei rotatori

  • PROBLEMATICHE DIAFRAMMATICHE

Articolari
Viscerali
Psico-emozionali

  • SOVRACCARICO POSTURALE

Obesità

 

Come possiamo notare i dolori cervicali originano e scaturiscono da diverse problematiche. Per riuscire a ridurre o eliminare questi dolori è opportuno tenere in considerazione il corpo in modo globale e olistico. L’anamnesi e la valutazione visiva del soggetto, oltre alla diagnostica per immagini, riescono a fornire all’operatore tutte le informazioni necessarie per offrire un TRATTAMENTO SPECIFICO.

 

L’intento di questo sito è totalmente illustrativo, non offre consigli medici né suggerisce l’utilizzo di tecniche di trattamento per problematiche fisiche, che sono interesse di parere medico. Circa l'utilizzo delle informazioni contenute in questo sito il dott. Davide Peta si solleva da ogni responsabilità.
DiDavide Peta

Pubalgia? Spesso è causata dal muscolo ileopsoas

Con il termine pubalgia si intende dolore in sede inguinale,pubica o sulla parte interna della coscia. Le cause della pubalgia sono svariate e molteplici. Andando a valutare l’aspetto strutturale possiamo categorizzarle in:

Tendinopatia inserzionale: Durante l’attività sportiva i muscoli addominali o i muscoli interni della coscia subiscono svariati microtraumi che vanno ad irritare o infiammare l’inserzione muscolare. Questi muscoli si inseriscono sulla sinfisi pubica e quindi evidenziano pubalgia.

Squilibrio posturale: Il bacino è la zona di scarico delle forze superiori, per così dire la “bilancia” che va a ripartire il peso del busto sui due arti inferiori. Se ci sono squilibri posturali, patologie/problematiche del piede o del ginocchio il bacino tenderà a lavorare fuori asse. Per compensare questo disallineamento il corpo cercherà un equilibrio andando a gravare sull’articolazione della sinfisi pubica e sulle anche provocando così delle tensioni che possono poi evidenziarsi in dolori pubici e quindi pubalgia.

Tensione addominale: I principali muscoli che possono creare tensioni in questa zona sono appunto in muscoli addominali, principalmente il retto femorale. Questo tende a trazionare in modo esagerato il pube andando a modificare la postura e l’allineamento. L’errata sinergia tra i muscoli agonisti e antagonisti porta ad una modificazione posturale del bacino e quindi a dolori sulla zona pubica.

Ipercontrazione del muscolo Ileopsoas: Il muscolo ileopsoas è un molto importante nel nostro corpo ma poco considerato. E’ la congiunzione tra due muscoli, il muscolo grande psoas e il muscolo iliaco. questi muscoli hanno inserzione comune sul piccolo trocantere del femore, cioè la parte interna della coscia. Il muscolo iliaco è a forma di ventaglio e origina dalla fossa iliaca e ala del sacro. Il muscolo psoas ha una forma fusiforme, origina dalle prime 4 vertebre lombari e parte dell’ultima dorsale. Nel suo decorso verso il piccolo trocantere del femore si unisce con i fasci del muscolo iliaco, passando sotto il legamento e a ponte sopra il ramo pubico. La funzione di questo muscolo è la seguente:

  • quando prende punto fisso sul femore, flette e inclina dal proprio lato il tronco e lo ruota dal lato opposto
  • quando prende punto fisso su colonna e bacino, flette adduce ed extraruota la coscia

Una ipercontrazione i questo muscolo porta a forti tensioni sulle vertebre lombari, sul bacino e in particolar modo sul pube.

 

Per ridurre dolori e tensioni sul pube è consigliabile effettuare i seguenti esercizi di stretching dello psoas e della muscolatura circostante:

Effettuare un affondo, portando le braccia verso l’alto come da figura

In fase successiva, mettere in appoggio a terra il ginocchio della gamba posteriore e se possibile flettere la gamba verso il gluteo

Con le gambe in posizione forbice disporre le braccia allineate all’altezza delle spalle, effettuare una torsione del busto verso l’interno, con il capo rivolto verso la mano superiore

Queste posture devono essere mantenuti per circa 30-60 secondi e ripetuti almeno 2 volte

Esercizi da evitare:

Qualunque esercizio tenda a far accorciare l’addome o mettere in tensione i muscoli del pube deve essere evitato, riporto un esempio del classico “crunch addominale”

 

 

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DiDavide Peta
fisioterapia

Fascite plantare, che dolore!!!!

La fascite plantare così come le tensioni del tendine d’Achille e del polpaccio possono arrecare dolori e problematiche nella deambulazione o nell’attività sportiva.

Le motivazioni per le quali si evidenziano dolori in questo distretto possono essere legate a traumi sportivi, atteggiamento posturale o carico posturale errato, calzatura non idonea alla conformazione del piede, problematiche di sovraccarico strutturale o di postura.

Un intervento osteopatico o fisioterapico a riguardo può fornire un’ottima soluzione per lenire i dolori in questo distretto.

Oltre al lavoro dell’operatore o del tecnico il paziente può eseguire i seguenti esercizi per rilassare la zona e quindi effettuare un auto-trattamento.

Utilizzando una pallina da tennis esercitare una lieve compressione e massaggiare:

la pianta del piede

il tallone

 la volta plantare (internamente)

la volta plantare (esternamente)

i metatarsi

le dita (mediali)

le dita (laterali)


Oltre a questi esercizi sarebbe opportuno effettuare anche degli esercizi di “Grasping” cioè provare a prendere con le dita del piede un tovagliolo o un fazzoletto da terra.

Lo Stretching del polpaccio è importante e si può eseguire nei seguenti modi:

a circuito chiuso

 

a circuito aperto

Per concludere deambulare inizialmente sui talloni, successivamente sulla parte esterna del piede, infine sulle punte dei piedi.

Questi esercizi possono essere utilizzati da tutti per ridurre dolori del piede e della fascia plantare, inserendo nel contempo trattamenti osteopatici o fisioterapici il trattamento sarà completo.

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DiDavide Peta
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Cranio sacrale pediatrico, un mondo da scoprire…

 

La valutazione visiva e clinica del bimbo dopo la nascita è importante per scongiurare eventuali patologie o problematiche nella fase della crescita del bimbo.
Il primo trauma che il cranio subisce, ma che è essenziale per un primo processo di fusione delle ossa craniche, è il parto.
Nel passaggio attraverso il canale uterino, il cranio del bimbo viene letteralmente strizzato. Il compito del tecnico di cranio sacrale pediatrico e quello di valutare visivamente eventuali anomalie o asimmetrie craniche e intervenire tramite tecniche e manovre delicatissime, o con il semplice contatto sulla zona. Con queste tecniche abbiamo la possibilità di ridurre l’incidenza della scoliosi in età di sviluppo; ridurre cefalee e emicranie; ridurre problematiche occlusive della mandibola, dell’ATM e della deglutizione; risolvere problematiche di vario genere quali torcicollo congenito, piede torto o difficoltà respiratorie; coliche e problematiche da reflusso e molte altri sintomi nel bimbo.
Sarebbe opportuno fare sempre una valutazione cranio sacrale specifica nei bimbi, così da ridurre rischi e incidenze di problematiche che possono svilupparsi negli anni successivi.

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