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DiDavide Peta

Spalla dolente? È questione di sinergia muscolare

I dolori di spalla spesso ci rendono la vita complicata, l’impossibilità a muovere il braccio e la dolenzia muscolare rendono i movimenti difficoltosi e poco funzionali. Spesso si lamentano dolori notturni con difficoltà a mantenere alcune posizioni durante il sonno che rendono il riposo notturno di scarsa qualità. Tra le svariate cause possiamo evidenziare sport monolaterali, attività lavorativa ripetuta con posture errate o costrette che vanno ad incrementarne la dolenzia nel distretto piuttosto che eventi traumatici.

Queste errate abitudini o questi eventi spiacevoli rendono la muscolatura della spalla poco funzionale e non sinergica cosi da crearne instabilità. Andiamo ad analizzare come agiscono i muscoli della spalla in base al movimento del braccio

I muscoli stabilizzatori e fissatori dell’articolazione scapolo-omerale sono:

  • muscolo gran dorsale
  • muscolo gran rotondo
  • muscolo piccolo rotondo
  • muscolo sopraspinato
  • muscolo infraspinato o sottospinato
  • muscolo tricipite brachiale (capo lungo)
  • muscolo sottoscapolare (unico intrarotatore)
  • deltoide (non è parte della cuffia dei rotatori)

Dei muscoli elencati solo 4 fanno parte della cuffia dei rotatori:

  • muscolo piccolo rotondo
  • muscolo sopraspinato
  • muscolo infraspinto o sottospinato
  • muscolo sotto scapolare

Analizzando i movimenti:

ABDUZIONE in 3 fasi:

  • da 0 a 90: muscolo sopraspinato (detto anche abductor starter), muscolo deltoide, capo lungo del muscolo bicipite. Muscolo sopraspinoso e muscolo deltoide sono rinergici stabilizzando la spalla
  • da 90 a 150: muscolo gran dentato e muscolo trapezio (trazionano in alto), muscolo romboide, muscolo elevatore della scapola e muscolo trapezio inferiore (sono muscoli oppositori)
  • da 150 a 180: gli stessi muscoli completano il movimento con compensazione dei muscoli del busto

FLESSIONE (spostamento del braccio in alto e avanti) in 3 fasi:

  • da 0 a 60: muscolo deltoide anteriore, muscolo bicipite brachiale, muscolo gran pettorale; mentre gli oppositori sono il muscolo piccolo rotondo e muscolo sottospinato (che fanno parte della cuffia dei rotatori posteriore)
  • da 60 a 120: (con minima rotazione della scapola) muscolo dentato anteriore, trapezio posteriore con oppositori muscolo gran pettorale e muscolo gran dorsale. Il legamento coraco-omerale traziona dietro il trochite
  • da 120 a 180: gli stessi muscoli completano il movimento con compensazione del busto e iperestensione lombare

 

La mancata sinergia delle forze muscolari di questi distretti può creare disfunzioni e dolorabilitá in zona. Grazie alla kinesiologia applicata abbiamo la possibilità di testare quale di questi muscoli sta lavorando in modo anomalo. Andando a testare quali muscoli sono troppo carichi e quali troppo scarichi energeticamente e ripristinando la loro funzione, ripristineremo la sinergia così da avere una mobilita equilibrata e funzionale, senza dolori e tensioni anomale. Ovviamente il riequilibrio energetico muscolare può essere funzionale e duraturo solamente dopo che anche l’aspetto articolare sia stato trattato e riequilibrato. Affrontando questa problematica considerando sia l’aspetto articolare che muscolare abbiamo la possibilità di ottenere un trattamento efficace ed equilibrato ovviando ai dolori e alla scarsa funzionalità.

Possiamo aiutare la spalla a mantenere o ritrovare la sinergia muscolare con alcuni esercizi specifici e funzionali che si posso effettuare sia in palestra che a casa. Questi esercizi aiuteranno il soggetto a rinforzare i distretti in modo globale e a ridurre i dolori muscolari e articolari.

Con l’ausilio degli elastici e dei pesetti possiamo effettuare:

IL PENDOLO

Questo esercizio viene impiegato per distendere la muscolatura e i legamenti della spalla. Il soggetto è disteso con il busto su una superficie rigida, tenendo la spalla fuori dal piano d’appoggio (a penzoloni). L’esercizio può essere effettuato in scarico o con un peso molto leggero. Da questa posizione andiamo ad effettuare

  • movimenti pendolari avanti e dietro 
  • movimenti circolari (cercando di rappresentare un cerchio)

 

 

 

  • movimenti a X (cercando di disegnare una croce)

 

 

 

ADDUZIONE DELLE SCAPOLE

Questo esercizio si effettua “aprendo” il petto, andando a creare un avvicinamento delle scapole verso la linea mediana. Può essere effettuato sia in postura seduta che supina. In posizione supina possiamo utilizzare una spugnetta da pinzare con le scapole quando vengono addotte (avvicinate)

INTRAROTAZIONE E EXTRAROTAZIONE DEL BRACCIO

In postura eretta possiamo legare o fissare un elastico in un punto, posizionarci di fianco ad una distanza tale da permettere l’estensione dell’elastico, e con braccio posizionato lungo il busto, avambraccio flesso a 90° effettuare prima dei movimenti di intrarotazione (portiamo l’avambraccio verso il busto),poi esercizi di extrarotazione (portiamo l’avambraccio verso fuori, esternamente, lontano dal busto)

 

 

Posizionare il braccio a 45° dal busto ed effettuare una abduzione(allontanamento) dello stesso dal tronco

 

 


 

Con questi semplici esercizi riusciamo offrire una maggiore stabilità alla spalla e un rinforzo muscolare che aiutano a lenire i dolori. Per ottenere una risoluzione duratura, bisogna valutare quali disfunzioni danno instabilità al distretto e effettuare un intervento specifico e mirato.

 

Per mantenere la spalla a riposo, possiamo assumere una postura antalgica, così da ridurre dolori o peggioramento dei sintomi, aiutandoci con bende, fasce o foulard, imbracature specifiche.

 

 

L’intento di questo sito è totalmente illustrativo, non offre consigli medici né suggerisce l’utilizzo di tecniche di trattamento per problematiche fisiche, che sono interesse di parere medico. Circa l'utilizzo delle informazioni contenute in questo sito il dott. Davide Peta si solleva da ogni responsabilità.
DiDavide Peta

Osteopatia

L’Osteopatia è una disciplina olistica che fa parte delle discipline naturali ed è una terapia manuale che è indicate per tutte le età dal neonato all’anziano oltre che per lo sportivo.

Sfrutta il principio di autoguarigione del nostro corpo, che avviene lì dove vengono rispettati i principi sani (triangolo della salute) mente sana, struttura sana, sana nutrizione.
L’Osteopata va ad indagare i vari distretti facendo inizialmente una anamnesi sul soggetto con una valutazione visiva, palpatoria e articolare.
Utilizzando tecniche dolci e non invasive va a riequilibrare le varie disfunzioni corporee fino a ripristinare la giusta funzionalità nei vari distretti e la corretta postura oltre ad un corretto funzionamento organico.
L’Osteopatia va a risolvere problematiche:

– Osteoarticolari come lombalgie, cervicalgie, sciatalgie etc.

– Cefalea, emicrania, sinusiti

– ATM e malocclusioni (collaborando con dentista e ortodontista)

– Problematiche viscerale (colon irritabile, stitichezza, dolori mestruali nelle donne etc.)

– Dismorfismi della colonna come scoliosi, cifosi, lordosi

– Problematiche articolari quali ginocchia valghe, ginocchia vare, piede piatto, piede cavo, spalla congelata, periartrite scopolo-omerale, gomito del tennista, epicondilite, epitrocleite, problematiche di tunnel carpale e tante altre

– Recupero post-operatorio

– Lavoro muscolare che aumenta le performance sportive e il recupero post traumatico.

– Trattamento in gravidanza e nel recupero post-parto

– Problemi pediatrici con l’utilizzo di tecniche delicatissime nel trattare disturbi o fare prevenzione su:

  •  problematiche di suzione, disturbi del sonno, coliche, torcicollo congenito e rigurgito (causate da tensioni alla nascita)
  • trattamento delle disfunzioni craniche causate dall’ utilizzo del forcipe (o ventosa) oppure da manovre cruente nell’atto della nascita; dato che cranio si struttura intorno ai 7-8 anni si può  effettuare un modellage cranico (trattare plagiocefalie, lievi deformità craniche) sia in adolescenza che in età pediatrica.
L’intento di questo sito è totalmente illustrativo, non offre consigli medici né suggerisce l’utilizzo di tecniche di trattamento per problematiche fisiche, che sono interesse di parere medico. Circa l'utilizzo delle informazioni contenute in questo sito il dott. Davide Peta si solleva da ogni responsabilità.
DiDavide Peta

Quando mangiare diventa un problema…

Bruciori di stomaco? gonfiori intestinali e problemi di evacuazione? spossatezza dopo il pasto? La kinesiologia può aiutarti…

Fastidiose reazioni possono evocare sintomi gastro intestinali, che non permettono di vivere serenamente la giornata, con dolori addominali o timore di essere fuori casa e non poter mangiare liberamente, temendo una fastidiosa reazione del corpo.

In circostanze simili, gli alimenti ingeriti evidenziano reazioni indesiderate perché il corpo inizia a non tollerare più determinati cibi. Le motivazioni sono molteplici, possono derivare dallo stress giornaliero che rende il corpo molto più sensibile abbassando le difese immunitarie, possiamo avere un sovraccarico strutturale causato da un utilizzo più frequente di uno specifico alimento oppure semplicemente il corpo non tollera quel tipo di alimento, così da reagire cercando di eliminarlo immediatamente. Spesso ci troviamo di fronte alla sindrome del colon irritabile, meteorismo o di flautolenza.

Come ovviare a questi inconvenienti?

Il corpo in sovraccarico ha bisogno di eliminare dalla dieta alimentare, per un determinato lasso di tempo, l’alimento che crea disagio così da disintossicare l’apparato gastrointestinale. Il prodotto irritante, potrà essere reinserito nel piano alimentare appena la sensibilità a questo cibo sia ridotta se non sparita.

Grazie alla kinesiologia applicata, tramite test muscolare, abbiamo la possibilità di valutare quali sono i cibi che creano disagio e valutare approssimativamente per quanto tempo devono essere evitati.

Tramite questa valutazione si avrà la possibilità di mangiare liberamente tutto ciò che il corpo tollera senza avere reazioni indesiderate. Inoltre sapere cosa il corpo non tollera, eliminando per un periodo dal proprio piano alimentare il prodotto specifico e poi reinserirlo quando l’organismo sarà pronto ad accettarlo.

La tecnica è applicabile a tutti i soggetti, dai neonati a gli anziani, senza distinzione di età.

 

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